sabato, 03 marzo 2007

Ho appena aggiunto tra i materiali anche un piccolo frammento di musica greca antica, ricostruita su un'antica notazione musicale. Si tratta di Sapph. Ode 1 (ad Afrodite)... Il podcasting aiuta, in questo caso a ritrovare la dimensione reale e originaria di un genere che si definisce in relazione al canto (meica-lirica), quindi un particolare fattore della poesia tradizionale antica. Un bell'esempio per i nostri studenti.

Volendo, ho trovato anche il progetto su Omero, curato da un Professore dell'Università dell'Arkansas:

http://www.uark.edu/campus-resources/dlevine/IliadMP3s.html

La lettura dell'Iliade mi sembra un po' alla 'Stanlio e Olio', nel senso che si percepisce una marcata inflessione inglese, comunque sono rispettati tempi e cesure, e il recitatativo che doveva caratterizzare l'esecuzione dei canti di Omero.

postato da: saroulaki alle ore 12:44 | Permalink | commenti
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venerdì, 02 marzo 2007

Carissimi,

aggiungo tra i materiali la lettura in metrica, ricostruita  secondo una plausibili ipotesi di pronunicia e suono, di alcuni carmi latini frutto dela ricerca di un professore di materie classiche all'Università di Belgrado. In particolare, ho inserito:

Catullo  8: miser Catulle, desinas ineptire...

Verg. Bucol. 1, 1: tityre tu patulae recubans sub tegmine fagi

Hadrian. F 3: animula vagula blandula...

La lettura metrica, che per motivi di tempo non sempre viene trattata in contesto scolastico, è fattore importantissimo per la comprensione e l'apprezzamento della poesia antica, fatta per essere recitata e pensata nelle strutture della metrica, che impongono al normale andamento del discorso un ritmo, e permettono di apprezzare aspetti fonetici, figure di suono, ictus su parole significative, corrispondenze.

Se anche la metrica fosse trattata in classe, non si potrebbe andare oltre una 'cantilena', che non corrisponde alla natura espressiva dei testi in latino.

Il podcasting permette di mettere a disposizione degli studenti una lettura metrica scientificamente ricostruita e corretta dal punto di vista filologico, espressiva, e di far apprezzare anche questo aspetto di esecuzione nel considerare l'opera letteraria antica. In particolare, userei i files:

1) in un percorso di 'alfabetizzazione' alla poesia e alle sue strutture, quindi alla metrica, presentata non tanto teoricamente, ma attraverso esempi, da ascoltare e di cui memorizzare il ritmo (tecnica dei 'patterns' metrici: un verso fa da modello). Per questo, ho appositamente scelto testi significativi, e metri opportunamente selezionati: un metro isocrono (quello di CAtullo, che si ripete uguale per tutti i versi); due esempi di esametro (un metro più vario: il celeberrimo verso di Virgilio e un frammento di Adriano). Gli studenti avrebbero così, grazie alle risorse della tecnologia un approccio più diretto e flessibile alla metrica, che non passi per lunghi schemi di lunghe e brevi.

2) (a un livello più fine) per l'apprezzamento di alcuni aspetti sonori e fono-simbolici che la lettura metrica evidenzia, credo non serva commento all'Animula Vagula Blandula di Virgilio.

I testi sono tutti famosissimi e scolastici.

 

postato da: saroulaki alle ore 19:31 | Permalink | commenti
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giovedì, 01 marzo 2007

Aggiungo tra i materiali anche una canzone in Neogreco.

Od. Elitis, Sto perigiali to krifo

In questo caso, il senso dell'attività, tenendo ferme le considerazioni linguistiche precedentemente esposte e la volontà di proporre ai ragazzi maggiore dinamismo e flessibilità nell'approccio alla ingua, vorrebbe proporre un piccolo percorso musicale tra le 'canzoni', come strumento multimediale per avvicinarsi alla realtà della Lingua Greca.

Una premessa è d'obbligo: esistono specifici CD.rom che ricostruiscono filologicamente aspetti dell'esecuzione di opere antiche, secondo le testimonianze pervenute (p.es. il recitativo di Omero, la lirica corale...), protetti però dal copyright. Segnalo soltanto: Canti della Grecia arcaica. Saggio di musicazione sui generi poetici tradizionali. Rapsodia. Citarodia. Lirica (Audio Ars Studio, Trieste 1996)..

Ma la Grecia ha continuato a mettere in musica la sua poesia, antica e moderna, in forma dotta o più diulgativa. Il Greco canta la sua poesia, da Omero a Elitis (premio Nobel degli ultimi decenni) e oltre. Inoltre, alcune poesie più 'datate', come l'Inno alla Libertà di Solomos, sono scritte in katharevousa, una lingua assolutamente conservativa e praticamente corrispondente al Greco Antico, cui gli studenti possono accedere.

Il Greco Moderno è una frontiera naturale quanto dimenticata, dove si gioca nei termini più forti la continuità linguistica e lessicale delle antiche radici Greche, segnalata in molti contributi sull'apprendimento in classe p.es. dei vocaboli. In un volume di J. Debut si propone, tra le tecniche etimologiche, un'aventura degli studenti nel Neogreco parlato, a scoprire somiglianze e differenze lessicali, sintattiche, morfologiche e potenziare così la competenza linguistica, con l'aiuto della lingua viva, realmente parlata (un po' come facciamo con l'Italiano e il Latino, soltanto la differenza tra Greco Antico e Neogreco è minore). Perché, allora non sfruttare l'audio come risorsa, per coinvolgere maggiormente gli studenti attraverso letteratura musicata?!?

Il testo della canzone: Sto perigiali to krufo, di Odysseas Elitis (musica di Miki Theodorakis):

Sto perigiali to krufo / ki'aspro san peristeri/dipsasame to mesimeri/ma to nero pikro...

Pano stin ammo tin ksanthi/grapsame to onoma tis/ oraia pou fusikse o mpatis/kai sbistike i grafi

Me ti kardia me ti pnoi/ me ti pothos kai ti pathos / pirame ti zoi mas, lathos!/ kai allaksame zoi...

Sulla costa, là dove è nascosta / bianca come una colomba / avevamo sete, a mezzogiorno / ma la nostra acqua era amara...

Sopra la sabbia dorata / abbiamo scritto il suo nome (= della libertà; della Grecia, dell'amata?) / ma come soffiava la brezza / e ha cancellato ciò che era scritto sulla sabbia

Con quale cuore, con quale spirito / con quale desiderio, con quale dolore / abbiamo cercato di prendere la vita, male! / allora l'abbiamo cambiata.

E' una canzone che, dal testo di un premio Nobel, fa alzare tutti nelle tabernakia, viene cantata e molto sentita dai Greci, perché parla di lontananza, di amore, di Grecia (e della sua sabbia) e di libertà.

postato da: saroulaki alle ore 18:45 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 01 marzo 2007

Carissimi,

ho aggiunto tra le risorse alcuni materiali audio per attività di comprensione:

lettura hypothesis Aiace.

Si tratta della lettura di un brano (tra quelli già proposti e analizzati tra le proposte di analisi preventiva e modelli di prova strutturata per la comprensione del testo). Non voglio con questo affermare che si tratta di una registrazione esemplare, o migliore delle atre. Vorrei, invece, porre un segnale, nella direzione di metodi più attenti ai processi di comprensione da parte degli alunni.

Sono stati discussi, in sede teorica, alcuni 'esperimenti'  in calce alle esperienze di 'didattica naturale' delle lingue classiche, che mirano alla competenza attiva della lingua (parlata e scritta), per avvicinare il Latino e il Greco agli studenti, e farli diventare parte del loro patrimonio linguistico in maniera più diretta. Quindi manuali di 'conversazione in Greco e in Latino' che cominciano insegnando a presentarsi e a descriversi piuttosto che a declinare 'rosa, .ae...  (parlo del metodo Oerberg e del corrispondente Athenaze Miraglia / Borri in Greco). La struttura di questi testi costituisce un programma completo che sfrutta la conversazione e la lettura cursoria in Greco e in Latino per avvicinare gli studenti al materiale linguistico.

Premetto che, dal canto mio, tali proposte potrebbero presentare un 'difetto di fondo': Latino e Greco sono, se non lingue morte, stadi linguistici conclusi (anche se non esauriti), lontani da noi per una distanza che è impensabile, e forse 'negativo' pensare di risalire, riportandole alla vitalità. La 'distanza' (ed eventualmente la continuità) è, a mio avviso, una dimensione che va fatta percepire agli studenti e a chi si approccia alle lingue classiche, attraverso opportune esperienze 'da ricercatori' nelle discipline, coerentemente con il contributo che le discipline hanno per la formazione negli studenti di modelli e padronanze per  l'intepretazione della realtà.

Mi sembra però significativo uno spunto, che i metodi naturali ci danno: LA NECESSITA' di USCIRE da una VISONE LIBRESCA (o soltanto libresca) del GRECO E DEL LATINO, e di DARE SPAZIO ALL'ORALITA' (lettura a voce alta...). Questo coerentemente anche con lo statuto delle discipline e di una letteratura fatta per l'esecuzione e la pubblicazione orale (specialmente i generi tradizionali della Grecia Arcaica).

Coerentemente con questi presupposti, il materiale per un esercizio di comprensione del Greco come linga orale: agli studenti verrà indicata la collocazione del file-audio, che costiuirà il riferimento per rispondere a domande di comprensione del testo (semplificate rispetto a quelle proposte per lo scritto). Gli studenti avranno a disposizione soltanto la registrazione, senza indicazioni troppo precise (che potrebbero far loro ritrovare la fonte 'scritta'). Si dirà comunque che è un brano dall'Hypothesis dell'Aiace di Sofocle. La disponibilità nel blog del materiale è di supporto per un ascolto reiterato.

> da un lato, si conta su un episodio che dovrebbe essere noto a una classe che legge l'Aiace di Sofocle, e che nel procedere della registrazione troverà nomi e personaggi conosciuti (Aiiace, Tecmessa, il coro...) - come elemento facilitante. [si presume che, dopo un primo disorientamento, gli studenti possano almeno riconoscere i nomi dei personaggi, poi, a un ascolto reiterato, sempre maggiori informazioni;

> il brano si presta particolarmente a un esercizio di questo tipo: frasi brevi, ben scandite da elementi del discorso (particelle, connettivi), iterati riferimenti a personaggi, luoghi... che si suppongono come noti: saranno gli 'appigli della comprensione';

> proposte per le domande di comprensione:

- quali personaggi compaiono nel brano? In che ordine? Prova a descrivere gli 'scambi di battute' (chi parla con chi; che è presente nella scena).

- quali i riferimenti alla 'saga di Aiace', nota a voi dalla lettura della tragedia (lessico specifico, campi semantici: p.es., nel testo è iterato il riferimento all'orgh, l'ira di Aiace, tema portante della biografia mitica dell'eroe).

- a quale episodio si fa riferimento?

Ovviamente, l'esercizio è facilitato dalla scelta di un brano 'noto'. Ma un approccio 'diverso' alla lingua e alla comprensione mi sembra altamente positivo, nella prospettiva di un maggiore dinamismo e di una maggiore felssibilità. Trovo l'esercizio utile anche da un punto di vista pragmatico: chi non ha fatto esperienza della lettura, da parte del docente, della versione all'inizio di un compito? Quante volte è stata richiamata la nostra attenzione sui toni, sulla pronuncia, con i quali l'insegnante voleva 'suggerirci degli aiuti?... Imparare a comprendere da una lettura orale del testo è un esercizio utile, in generale e come studente.

Che ne pensate?!?

postato da: saroulaki alle ore 18:11 | Permalink | commenti
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sabato, 24 febbraio 2007

Ho aggiunto tra i Link un inidirzzamento a:

http://blogsferaSSIS.blogspot.com

Si tratta della 'nostra' blogsfera, nata e in crescita all'interno del corso di Tecnologie Didattiche ed Educative, con la 'supervisione' e la presenza preziosa del nostro Tutor Tiziano e le iniziative di tutti i compagni di avventura, che ringrazio per la ricca opportunità di crescita personale e professionale.

Davvero un mosaico variegato di attività e proposte, nelle diverse discipline, che è bello poter condividere insieme.

A presto,

Sara

postato da: saroulaki alle ore 15:32 | Permalink | commenti
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